Deiezioni totali.
Dicevano, un gruppo di imbarazzanti musicanti anni ‘70, cantando con l’ausilio di semplici accordi: “nello stupido ideale di un ritorno all’animale”. Non che si fossero allontanati molto da una visione che già si vedevano attorno, ora, più che mai, l’uomo è un tubo digerente, acefalo e grottesco. Mangia con piacere le sue stesse defecazioni, pur non curandose. Balla, canta e ride in maniera sguaiata, pestando le deiezioni che poi inghiottirà poco dopo. Urina ed eiacula come una belva feroce, solo che è vestito con vesti e drappi lindi e puliti. Ha idee, peccato che non siano le sue e chissà da dove cazzo gli vengono. Sei arrossito per la mia paroloccia? Ma come, te ne riempi la bocca quotidianamente sia verbalmente che materialmente, ora ti scandalizzi? Ti scandalizzi perchè hai sempre bisogno di essere barocco: incipriato fuori con le pustole sotto. Il tuo alito mentolato in fondo puzza un pò anche, tu continua a ficcarci vigorsol dentro. Pensi di essere un grande pensatore, ma sono solo le tue quattro idee che ti vorticano nella testa, perchè ti fa terrore inserirne anche una in più dall’esterno. Tu sei aperto: perchè dici di avere amici gay, ma ti faresti poi inculare da loro? Sei politically correct, non aperto di visione. L’apertura della visione passa per l’accettazione senza dover schedare le persone per sessualità e razze, ma tu hai sempre bisogno di dire “ho tanti amici trans, gay, ebrei…”. Sei penoso, prevedibile, goffo e strisciante. Pensi di essere il centro del mondo, quando non sai neanche come lo chiamavano in antichità. Non ti rimane che cercare tra la tua fetida immondizia le quattro cose che ti sono rimaste. Vuoi ballare con me?